EWA, Empowering Women in Agrifood è arrivato alle battute finali per l’edizione 2023. L’iniziativa, promossa da EIT Food in 11 paesi (Estonia, Grecia, Italia, Polonia, Portogallo, Serbia, Slovenia, Spagna, Turchia, Romania e Ucraina), di cui Future Food è partner in Italia, ha come obiettivo il far emergere lo straordinario potenziale dell’imprenditoria femminile,

risolvendo alcune tra le più importanti sfide del settore agroalimentare: superare il divario di genere ancora esistente, promuovere la presenza femminile in posizioni dirigenziali e e aumentare il numero delle start-up guidate da donne.

Il progetto, sotto forma di contest nazionale, ha visto selezionare 10 imprenditrici o future tali che hanno potuto usufruire di affiancamenti, mentorships e supporto da parte della rete di Future Food Institute in collaborazione con EIT Food e i partner istituzionali delle singole aree regionali: si tratta di un programma per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile che, tramite formazione, mentorship e un premio in denaro, supporta 10 donne alla guida di una società o con un’idea da sviluppare in forma imprenditoriale.

Secondo un recente rapporto della FAO, l’agroalimentare rappresenta in tutto il mondo una delle principali fonti d’impiego delle donne (36%). Ciononostante, lo stigma della disuguaglianza di genere si estende anche in tale settore: le donne hanno generalmente ruoli marginali, salari inferiori con condizioni lavorative peggiori, impieghi irregolari, poco qualificati, e ad alta intensità di lavoro. Promuovere l’empowerment femminile apporterebbe benefici diffusi a livello ambientale, economico, politico e culturale. Tornando al rapporto FAO, è interessante notare un dato relativo agli enormi vantaggi generati da progetti che promuovono l’emancipazione femminile: se la metà dei piccoli produttori potesse beneficiarne, si verificherebbe un aumento di reddito per circa 58 milioni di persone.

Le conseguenze? Efficienza e sostenibilità (non solo ambientale) dei sistemi agroalimentari, e benessere diffuso. EWA si inserisce esattamente in tale progettualità.

Le 10 finaliste hanno dimostrato non soltanto la fattibilità della propria idea a livello imprenditoriale ma sono state valutate anche le componenti sostenibili, di tutela dell’ambiente e valorizzazione del territorio; si tratta di Casalana, Common Place, Olivair, Green Kitchen, Ecosystem, Fabna, Zoè Food Evolution, RestartSoil, The Food that Cures, Tapta. Giunte all’evento finale del 21 ottobre 2023 all’interno della programmazione di C’è +Gusto a BolognaSiamo quello che mangiamo”, hanno potuto cimentarsi in pitch di presentazione dei propri progetti: 4 minuti per raccontare e convincere in merito alla propria idea imprenditoriale davanti a un pubblico di esperti e curiosi.

A conclusione dell’evento, all’interno della sede di Palazzo Re Enzo nel cuore di Bologna, due sono stati i progetti che hanno convinto la giuria e che, contestualmente, voleranno a rappresentare l’Italia a dicembre a Vilnius in Lituania, durante la manifestazione europea: al secondo posto, la chef Martina Riolino con Zoè Food Evolution, un’impresa unica al mondo di produzione, consumo e distribuzione di piatti 100% vegan e artigianali fatti a mano sul posto, già avviata a Spezia e Roma.

Questo progetto in particolare è stato affiancato da CLP nella fase di mentorship. Al primo posto Diana Zagarella, ingegnere aeronautico, con Olivair, ovvero il primo drone in grado di riprodurre il vento ottimale per aiutare gli olivocoltori nella raccolta delle olive, riducendo l’impatto ambientale nei consumi e nello stress delle piante.

See you next year, EWA!

 

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